Che. C'è ancora?
Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Martedì, 1 dicembre 2009 • Categoria: Films
CHE - L'Argentin
o, USA, 2008, dura 131', di Steven Soderbergh, sito ufficiale: www.che-movie.co.uk, con Benicio Del Toro, Franka Potente, Carlos Bardem...
Ho visto solo questa prima parte del lavoro di Soderbergh, presentato in un'unica pellicola composta appunto da The Argentine e dal secondo atto della sua opera Guerrilla.
Bisogna che quelli che hanno più di 40 (o forse di 50) anni cerchino di guardarselo questo film, soprattutto per fare i conti con questa icona/mito dell’ultimo quarto del 900, che stava sui manifesti dell’estrema sinistra e sta nell’iconografia dei milanisti tradizionali, che poco – ormai – hanno a che fare con la sinistra (da giovane ero milanista, come tutti, in periferia a Milano: poi Berlusconi mi ha allontanato dai rossoneri).
Ci troviamo nel 1956, quando il giorno 26 Novembre, Fidel Castro
viaggia alla volta di Cuba con un manipolo di ribelli; tra questi anche
il giovane Ernesto "Che" Guevara. Abbandonata l'idea di diventare
medico, Ernesto, si unisce ai guerriglieri che hanno deciso di far
cadere il dittatore cubano Fulgencio Batista. Ben presto il "Che" farà
vedere tutto il suo coraggio, accompagnato dai suoi ideali, che lo
faranno diventare subito un eroe per quelle popolazioni e simbolo delle
rivoluzioni latino-americane. E' che nel film Benicio adotta una serie di atteggiamenti, di smorfie, di posture per assomigliare al mito: e ci riesce. Ma non fa capire perché mito sia diventato. Effettivamente è un po' misteriosa questa assunzione nel cielo dei santi di Ernesto Guevara, se dobbiamo evincerla dal film. In ogni caso il montaggio documentario, l'alternanza di bianconero e colore, gli sguardi laterali sulla rivoluzione cubana (che è stata davvero un miracolo, un evento ancora straordinario) spingono alla necessità di una visione.
Ho visto solo questa prima parte del lavoro di Soderbergh, presentato in un'unica pellicola composta appunto da The Argentine e dal secondo atto della sua opera Guerrilla.
Bisogna che quelli che hanno più di 40 (o forse di 50) anni cerchino di guardarselo questo film, soprattutto per fare i conti con questa icona/mito dell’ultimo quarto del 900, che stava sui manifesti dell’estrema sinistra e sta nell’iconografia dei milanisti tradizionali, che poco – ormai – hanno a che fare con la sinistra (da giovane ero milanista, come tutti, in periferia a Milano: poi Berlusconi mi ha allontanato dai rossoneri).


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