
Questa è
Giovanna Mezzogiorno, ovvero
Ida Dalser, cioè - pare - la prima sconosciuta e disconosciuta moglie di
Benito Mussolini, da cui ebbe un figlio quasi omonimo.
Marco Bellocchio ne ha tratto un film intenso, curioso, "autoriale". Affatto noioso. Sguardo trasversale in cui la grande storia si intreccia con la "vita normale". Lei è brava, a tratti attenta, a tratti eccessiva, forse un po' tirata. A me piace, Giovanna: mi è piaciuta nell'
Ultimo bacio (chi dimenticherà la sfuriata a Stefano Accorsi),
in
Lezioni di volo, in
Notturno bus, nell'
Amore ai tempi del colera.. Determinata, accesa, sexy e appassionata, bruttina, spigolosa, folle, vittima. Il personaggio è straordinariamente interessante e - pare - assolutamente vero. Quante pieghe ha la storia, Quanto è difficile uscire dalla prima metà del secolo scorso.Giovanna è figlia di una grande attore morto davvero precocemente,
Vittorio Mezzogiorno: si è visto a teatro soprattutto.

E' morto a poco più di cinquant'anni nel pieno della carriera, quando aveva cominciato a "fare televisione": la sua morte costrinse gli sceneggiatori a
far morire il commissario Licata de
la Piovra 5 e 6. Aveva recitato nel
Mahabaharata, dove faceva Arjuna, il grandioso film di
Peter Brook nel 1988. Ma io lo ricordo soprattutto in un film di montagna di Herzog del '90, Cerro Torre: Scream of Stone, la cui sceneggiatura era stata curata nientemeno che da Reinhold Messner. Film di scalate da cui han preso quelli successivi (Cliffhanger, Vertical limits, ...)
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