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Fino all'ultimo respiro

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Martedì, 8 dicembre 2009 • Categoria: Films


(scheda di Raissa Pardini)

FINO ALL'ULTIMO RESPIRO

(A' bout de souffle), di Jean-Luc Godard, 1960, Francia, con Jean Paul Belmondo, Jean Seberg.
Michel Poiccard ( J.P. Belmondo ) è un ladro di automobili che in fuga da Marsiglia uccide un agente della polizia evitando un arresto. Deciso quindi di fuggire in Italia, torna prima a Parigi dove ritrova per caso una sua vecchia fiamma americana, la bella Patricia. La vita spericolata di Michael impaurisce Patricia che tra soldi rubati e auto scomparse, cerca di allontanarsi da lui. Ma la polizia è sempre più vicina ad incastrarlo e Michael cerca in ogni modo di fuggire al più presto, cercando di convincere la bella studentessa americana a fare le valigie e scappare con lui in Italia. Ma, un pò per paura, Patricia decide di denunciarlo costringendolo a scappare da Parigi e cancellandolo così dalla sua vita. Michael infine morirà con un colpito da un proiettile davanti agli occhi della giovane ragazza inseguito dalla polizia.


La veloce nascita di Fino all'ultimo respiro influì totalmente sulla realizzazione del film, cambiandone le carte in gioco e rendendolo l'icona di un nuovo linguaggio filmico riferito più all'improvvisazione che all'organizzazione totale della struttura stessa. Prima opera di Godard, fu scritto in pochi giorni da Truffaut e realizzato in un mese con un budget ridottissimo. Pochi sono i concetti, che comunque riescono ad esaltare con semplicità la trama: l'impulsività buca lo schermo, sembra tutto istantaneo, vero, ma soprattutto reale. Quindi si crearono due poli di pensiero, alcuni critici accusarono Godard si essere ben presto archiviato dal panorama cinematografico, altri lo amavano e vedevano in lui tutto ciò che rappresentava la modernità.

Riprese casuali (mentre Belmondo e la Seberg camminano su Champs-élysèe la cinepresa viene nascosta in una bicicletta), molto spazio alle interpretazioni degli attori stessi, strutture spezzate per esaltarne la realtà, scene che vedono protagonista la città: tutto questo porta ad anteporre il cinema di almeno un ventennio. La coppia Belmondo-Seberg affascina e travolge, ma intanto fingono e ci sconvolgono con una fine inaspettata giocata sui valori dei sentimenti. Sfidando le regole tradizionali del cinema, questo film manifestò in tutto e per tutto l'epoca della Nouvelle Vague. Curiosità?

Nel 1983 fu girato un remake che vedeva protagonista Richard Gere nel ruolo di Jean Paul Belmondo.


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