Up Spencer Tracy
Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Martedì, 22 dicembre 2009
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Il film della Pixar-Disney, che spero abbiate visto anche se non avete bambini, è davvero un gioiello, al di là del 3D (e dei 10 € che ti chiedono per gli occhialini). I primi 10 minuti sono un modello di montaggio filmico esemplare e commovente, che andrebbero mostrati a tutti quelli che insegnano o imparano il linguaggio cinematografico.
Ma il tenero succulento del racconto sta nel mescolare il vecchio e il giovane, il bello e il brutto, il reale e il fantastico, il sogno e il ruvido.
Certo, c'è qualcosa da cartoon infantile nelle rincorse, nelle battute, nelle gag, ma sopra tutto aleggia lo spirito leggero e profondo dei registi Pete Docter e Bob Peterson, che sono del team Pixar da sempre: ricordo soprattutto Toy Story 2, forse il più filosofico dei film Pixar.
Visivamente indimentic
abili sono i palloncini colorati che trasportano la casa, via verso l'America del Sud: la casa tutta intera, la casa come cosmo personale, come propotipo di patria intima, non solo americano. Il protagonista, Karl, doppiato da Giancarlo Giannini, è anziano, vedovo, orso: ma è vitalissimo e tenace. E assomiglia a tanti attori, come è stato notato; a mio parere ad uno solo Spencer Tracy.
Ma ne riparleremo. In Up, il doppiatore del cane Dug è quel simpaticone di neri Marcoré.


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