Cinema di Genere, Prime Visioni, Recensioni DVD

Il ciuffo di Robert Redford

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Lunedì, 2 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storie & intrecci
Brubaker è un film del 1980 diretta da un tale Stuart Rosenberg ed interpretato da Robert Redford.

E' un buon film carcerario, in cui il direttore in pectore di una prigione prima di prendere funzione si finge carcerato all'insaputa di tutti per capire le reali condizione dei detenuti, traendone le dovute conseguenze.

Il regista avrebbe dovuto essere Bob Rafelson, quello dei mitici Cinque pezzi facili; ma pare ci sia stato un diverbio con la produzione  che lo ha "esonerato".

Non fu così: ricordo di aver letto allora che fu Redford a farlo licenziare, perchè Rafelson pretendeva che Robert si tagliasse i capelli corti, come sarebbe stato normale per ogni detenuto entrante in un carcere.
Redford si rifiutò: era per lui inconcepibile presentarsi al suo pubblico senza la sua bella frangetta.
Per cui nel film a lui non vengono tagliati i capelli cortissimi come di prassi.


>>Continua a leggere "Il ciuffo di Robert Redford"

430 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Il ciuffo di Robert Redford Technorati Il ciuffo di Robert Redford Google Il ciuffo di Robert Redford Bookmark Il ciuffo di Robert Redford  at del.icio.us Digg Il ciuffo di Robert Redford Bookmark Il ciuffo di Robert Redford  at YahooMyWeb Bookmark Il ciuffo di Robert Redford  at reddit.com Bookmark Il ciuffo di Robert Redford  at NewsVine Bookmark Il ciuffo di Robert Redford  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Domenica, 1 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storie & intrecci
Guardate la foto di scena: un attimo dopo Renato Salvatori, alias Simone Parondi (fratello di Rocco, Alain Delon, e altri tre) uccide Annie Girardot a coltellate: lei rantolante si trascina fin dentro l'acqua limacciosa dell'idroscalo di Milano e muore.

Lui si pulisce le mani imbrattate di sangue nero sul cappottaccio e va in città cercando rifugio nella casa di famiglia, dove si sta festeggiando la vittoria di Rocco in un importante incontro di boxe.
Simone verrà arrestato dopo tre giorni; e il film si conclude con una speranza di futuro operaio, davanti alle mura dell’Alfa Romeo al Portello. Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti è del 1960.

Ma non è di Rocco e nemmeno dei suoi fratelli che voglio parlare, ma della coppia Salvatori/Girardot, nata proprio durante le riprese del film di Visconti. Non è strano che nascano coppie sul set, ma questa ha un sapore particolare, perché i due personaggi nel film sono di una drammatica e stridente diversità e conflittualità. 


>>Continua a leggere "Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer"

948 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer Technorati Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer Google Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer Bookmark Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer  at del.icio.us Digg Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer Bookmark Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer  at YahooMyWeb Bookmark Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer  at reddit.com Bookmark Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer  at NewsVine Bookmark Annie, Rocco, Renato, l'Alzheimer  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Piccolo elogio a Battiston

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Sabato, 31 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storie & intrecci
Giuseppe Battiston è un attore del 68, nel senso dell'anno di nascita. E' di Udine. Non conosco molto della sua storia: le notizie che si evincono dal web e dalla stampa coincidono con la sua filmografia. La prima apparizione che mi ricordi è in Pane e tulipani(2000) di Silvio Soldini: ve lo ricordate senza barba, assunto da Antonio Catania per ritrovare Licia Maglietta transfuga a Venezia. E lì fa sorprendentemente innamorare Marina Massironi, massaggiatrice olistica. Un po' di stupore c'è: la Massironi non è un top model, ma lui è davvero obeso e un po' sgraziato. Sì, insomma, Battiston è grasso, decisamente. E quindi in qualche modo condannato dal suo fisico a ruoli secondari di caratterista.Ma, qui, viene il bello, in questo è davvero bravo, sempre nel ruolo, in qualche modo indimenticabile. Vi cito solo qualcuno dei suoi film, che forse avete visto: Agata e la tempesta sempre di Soldini del 2004 (con Soldini lo vedremo con Albanese in Giorni e nuvole nel 2007), La tigre e la neve di Benigni nel 2005, Non pensarci (2008), opera prima di un (come si dice) promettente Gianni Zanasi (con Mastrandrea e la sempre deliziosa Anita Caprioli) ed infine La giusta distanza, di Mazzacurati che è del 2007 e che vi consiglio caldamente: la bassa veneta, la maestrina, il giovanissimo cronista, il tunisino meccanico e innamorato e lui l'arricchito del paese, un po' antipatico e volgare, ma in fondo buono e generoso, lui il nostro Giuseppone. Nella foto che vedete è con la protagonista di questo film  Valentina Ludovini, bella attrice umbra, giovanissima.

Mi chiedo se dimagrendo troverebbe da lavorare nel cinema... Chissà: io mi sono affezionato a lui e mi spiacerebbe perderlo. Non dimagrire, mi raccomando!

Sta lavorando ad una fiction di Rai 1, che va in onda in prima serata la domenica, Tutti pazzi per amore, con Stefania Rocca. Mi sa che una volta tanto guarderò la tv per amore suo...

3022 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Piccolo elogio a Battiston Technorati Piccolo elogio a Battiston Google Piccolo elogio a Battiston Bookmark Piccolo elogio a Battiston  at del.icio.us Digg Piccolo elogio a Battiston Bookmark Piccolo elogio a Battiston  at YahooMyWeb Bookmark Piccolo elogio a Battiston  at reddit.com Bookmark Piccolo elogio a Battiston  at NewsVine Bookmark Piccolo elogio a Battiston  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Maciste Mussolini

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Venerdì, 30 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storie & intrecci
Bartolomeo Pagano era il vero nome di Maciste. Per chi non lo sapesse o si fosse distratto, non esiste nessun personaggio mitico con questo nome. Maciste è invece il servo forte e buono di uno dei protagonisti di Cabiria, capolavoro del cinema italiano e mondiale del 1914, modello per numerosi altri kolossal, diretto da Giovanni Pastrone. Si dice che il nome Maciste sia stato un'invenzione di D'Annunzio per la sceneggiatura (non sua) di Cabiria. Ma non è di questo che voglio parlare. Il personaggio di Maciste in quanto tale ha avuto una popolarità e una diffusione e una storia, non solo ma soprattutto in Italia, incredibili e profonde. L'uomo ultraforte, generoso, fedele è diventato un mito moderno talmente radicato che anche recentissimamente Nanni Moretti nel Caimano fa dire ad un produttore di cinema trash di aver prodotto un certo Maciste contro Freud. Negli anni dieci e venti tutti volevano essere forti e belli come Maciste e non c'è nella da stupirsi se il duce in persona si ispirasse esplicitamente per le sue pose e in generale per atteggiamento e modello fisico proprio all'ex camallo di Genova; la cosa è data per scontata dal grande storico del cinema Georges Sadoul. Del resto siamo tutti figli e vittime della moda, della mitopoiesi di cui sono capaci i mass-media. 
634 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Maciste Mussolini Technorati Maciste Mussolini Google Maciste Mussolini Bookmark Maciste Mussolini  at del.icio.us Digg Maciste Mussolini Bookmark Maciste Mussolini  at YahooMyWeb Bookmark Maciste Mussolini  at reddit.com Bookmark Maciste Mussolini  at NewsVine Bookmark Maciste Mussolini  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Martedì, 27 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storie & intrecci
La riffa, l'episodio di De sica, di Boccacio '70, sceneggiato da Zavattini, si svolge a Lugo di Romagna ed ha questo sapore di sagra paesana, anzi di fiera del bestiame, che ha una stretta attinenza col soggetto del film: le comparse erano tutte davvero paesani romagnoli. Sofia (Zoe nel film) infatti si muove come una regina sopra la massa di bifolchi: lo spunto narrativo è che lei - per aiutare la famiglia con cui condivide il camper (diremmo oggi) e il tirassegno, si mette in pallio in una riffa che ha come premio Zoe stessa, per un accoppiamento dal sapore di meretricio. La vincita è legata al primo numero estratto sulla ruota di Napoli: esce il 68 (pre-visione! maestro Caparezza recita: sessantotto sessointutto) che è stato comprato dal sagrestano, dimesso personaggio che vive con la mamma, che lo incoraggia decisamente all'accoppiamento, spingendolo a rifiutare le ingenti somme che i compaesani gli offrono per il biglietto fortunato.

In realtà fra Zoe e il sagrestano non avverrà nulla: alla fine lei non se la sentirà (c'è anche il belloccio locale che la tampina, dopo aver  limonato dietro il carrozzone), darà al sagrista i soldi che le spettano e un bacio, concendogli di poter millantare imprese erotiche con gli amici, i quali lo porteranno in trionfo per le vie del paese, mentre Zoe-Sofia può godersi l'amante scelto.

Il tutto cantando Soldi, soldi, soldi..., la canzoncina di Kramer che poi tutti gli italiani canticchiavano. La versione più venduta fu quella di Betty Curtis: il testo recitava fra l'altro: ... ti danno donne, wisky e figli maschi... non domandare da dove provengono...

E' divertente, simpatico, con un sapore di vero, dietro la para-favola zavattiniana: ma ciononostante c'è qualcosa di profondamente imbarazzante e disturbante nella vendita del proprio corpo maggiorato: quando il sagrestano si chiude nel carrozzone con Zoe sembra ci sia nell'aria qualcosa di sbagliato e distorto, un malessere evidente.

232 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3 Technorati Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3 Google Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3 Bookmark Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3  at del.icio.us Digg Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3 Bookmark Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3  at YahooMyWeb Bookmark Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3  at reddit.com Bookmark Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3  at NewsVine Bookmark Manuale d'amore di Monicelli, Fellini, Visconti, De Sica, 2/3  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Nico e La dolce vita

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Sabato, 24 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storie & intrecci
Qualcuno se la ricorda, forse, questa bionda col capello liscio: appare in un ruolo minore ne La dolce vita di Fellini col nome di Nico, il suo nome d’arte; quello vero era Christa Päffgen ed era tedesca, anche se visse negli Stati Uniti gran parte della sua vita. Nel film  accompagna Marcello nel castello fuori porta di un’antica casata romana dove la languida, sfaticata e triste compagnia trascorrerà la notte tra pretesi fantasmi e accoppiamenti furtivi. Nico suona la chitarra nel film e canta: sì, perché tra le tante strade che Nico ha percorso nei suoi 50 anni di esistenza (è morta a Ibiza nell’88, si dice cadendo dalla bicicletta) il canto è stato una delle più importanti.

A New York ha frequentato  assiduamente  la  factory di Wahrol, grazie quale viene spinta dentro il mitico gruppo dei Velvet Underground di cui, tra mille screzi e discussioni, diviene la cantante ufficiale.

Non ho un particolare ammirazione del gruppo, che conosco poco, ma qualche canzone dell’album The Velvet Underground & Nico è davvero da risentire.

Nico è stata modella  (di Coco Chanel fra gli altri), attrice, in Francia soprattutto, e cantante anche solista: le si attribuisce un amore folle con Jim Morrison, che pare (c’è anche su Wiki) la picchiasse prima di venir picchiato, ma poi la coccolasse a lungo e la istruisse sulle via del canto. Vuoi per l’aspetto nordico, vuoi per un certo timbro roco, Nico viene considerata la madre del genere dark.

Una sera riguardate La dolce vita, soprattutto se non la vedete da molto tempo e cercatela verso la metà del film, in via Veneto e poi nel buio castellone decadente. Diafana apparizione in un film fra i più sconsolati e rattristanti non solo del cinema anni sessanta, ma forse di tutto il cinema.

328 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Nico e La dolce vita Technorati Nico e La dolce vita Google Nico e La dolce vita Bookmark Nico e La dolce vita  at del.icio.us Digg Nico e La dolce vita Bookmark Nico e La dolce vita  at YahooMyWeb Bookmark Nico e La dolce vita  at reddit.com Bookmark Nico e La dolce vita  at NewsVine Bookmark Nico e La dolce vita  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Daniel Craig è bello?

Scritto da Nazzareno Mazzini - docente di cinema • Lunedì, 8 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Storie & intrecci

No, secondo me no, proprio no: avrà sex-appeal, emanerà flussi di virilità determinazione forza coraggio, ma non è bello, checché ne dicano alcune signore. E’ inquietante e un po’ troppo ineluttabilmente triste e incazzato/incazzoso. Lo so che non è colpa sua, ma ha trasformato Bond in un violento e inanimato assassino. Non ha più né ironia, né eleganza, né astuzia. E non si capisce come possa piacere ancora non solo alle bond-girls. Per la cronaca: ha 40 anni, sembra russo, ma è inglesissimo. Riguardatelo in Munich di Spelberg, in Tomb rider con Angelina e, molto più buono, ne La bussola d’oro.

271 hits
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Daniel Craig è bello? Technorati Daniel Craig è bello? Google Daniel Craig è bello? Bookmark Daniel Craig è bello?  at del.icio.us Digg Daniel Craig è bello? Bookmark Daniel Craig è bello?  at YahooMyWeb Bookmark Daniel Craig è bello?  at reddit.com Bookmark Daniel Craig è bello?  at NewsVine Bookmark Daniel Craig è bello?  with wists Bookmark using any bookmark manager!